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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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OTTAVE

rv.

La manca il fatai pomo, e rugginosoScettro la destra imperiosa stringe:L’ampio torace da un gran serpe è roso,Clic il ventre nelle viscere gli spinge}

E scendendo su 1’ anca tortuoso ,

Con la gran coda il ventre gli recinge}Immenso ventre, u’ colano le impuroDi cittadi c di regni atre sozzure.

V.

Chi può ridir le vittime alla fameDell’Idolo crudcl svenate ed arse?

Di nero sangue e fetido carnameVedi gli altari a lui fumanti al/.arse.Corre la la] hi a rivi, e d’atro ossameYan le foreste orribilmente sparse.Stanno confusi fra l’immónde glebeI teschi de’potenti e della plebe.

VI.

E porpore e cervici coronate

Giacciono lorde sul sanguigno piano.Molte il Nilo barbarico e l’Eufrate ,

Ma molte ne tributa anche il Giordano.Volan ministri a tanta ferita teI demoni d’Averno: altri la manoArman di scure, e vanno altri gittaudoLe vittime nel foco abbominando.

VII.

Stride la fiamma, c mormora, e s’adiraDell’ alimento orribile nutrita.

Piange allor su la rea strage c sospiraPallida la Natura e sbigottita.

Mesto e languido al fine il guardo giraAlla montagna estrema, e chiede aita,Aita chiede, e tutto, ahi tristo abbietto!Mostra solcato dalle piaghe il petto.