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(SCIOLTI
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Tutto pére quaggiù. Divora il TempoL’opre, i pensieri. Colà dove immensoGli astri dan suono, e qui dov’io m’assido,E coll’ aura che passa mi lamento,
Del Nulla tornerà 1’ ombra c il silenzio.
Ma non l’intera Eternità potn'aSpegner la fiamma che non polsi c vene,
Ma la sostanza spiritai n’accese;
Fiamma immortai, perchè immortai lo spirtoEntro cui vive, e di cui vive e cresce.
Quest’ occhi adunque chiuderà di morteIl fcr reo sonno, nò potrà quel sonnoLo sguardo estinguer che dagli occhi uscio.Cesserà il cuor di palpitarmi in petto,
E il frale, che mi cinge, andrà nel turboDella materia universal confuso ;
Ma incorruttibil dal corporeo fango,
Come raggio dall’onda, emergeranneL’ amoroso pensier che tante in senoFaville mi destò,'tanti sospiri.
Poiché dunque n’ avrà pietoso il FatoDella spoglia terrena ambo già sciolti,
E d’ altre forme andrem vestiti in altroMen scellerato c più leggiadro mondo,
Noi rivedremei, o mio perduto Bene,
E sarà nosco Amor . Noi de’soffertiOltraggi allor vendicheremo Amore;
Nè d’ uomo tirannia, nè di fortunaFranger potranne, 0 indebolir quel nodoChe le nostre congiunse alme fedeli.
Perchè dunque a venir lenta è cotanto,Quando è principio del gioir, la Morte?Perchè sì rado la chiamata ascoltaDegl’ infelici, c la sua man disdegnaTroncar le vite d’ amarezza asperse?