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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

De’ mici sospiri, ed in più larga venaGià mi ritorna su le ciglia il pianto.

IX

Limpido rivo, onor del patrio colle,

Che dolce mormorando per la viaLo stanco ed arso passeggierò inviti,

E gran tempo, lo sai, clic su 1’ erbettaDel tuo bel margo a riposar non vengo,

E d’ accanto ti passo frettoloso,

Nò mi sovviene di pur darti un guardo.Scusa 1’ errore, amabil rio, perdonaL’involontaria scortesia. Se notoL’ orror ti fosse di mio stato, e cpialiRavvolgo in mente atri pensieri, e «piantaGuerra nel petto, orrenda guerra, io porloCerto t’ udrei su 1’ alta mia sventuraGemer pietoso e andar più roco al mare.Ma ben crudo se’ tu, clic i sogni ancoraSerbi di mia felicità perduta.

Perché «pici cespi alimentar, clic spessoD’ affanni scarco m’ accoglieauo in grembo,Quando il cor visse solitario, e toccoD’Amor la face non 1’avea pur anco?Perché riveggio queste piante, e P ombraChe i miei sonni coperse? E tu soaveAura d’ aprii, perchè sì dolce intornoBatti le piume e mi carezzi il volto?

Fuggi, e le gote a lusingar tcn volaNon bagnate di pianto. Ab! fuggi, e questeChe mi rigati la guancia, ultime stilleNon asciugarmi, e in libertà le lasciaCader nell’ onda clic mi scorre al piede.