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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

«Onor d’Imperatori e di Poeti , nDel gran padre Aligliier ti risovvenga,Quando, ramingo dalla patria, e caldoD’ira c di Pile ghibellina il petto,

Per l’itale vagò guaste contrade,

Fuggendo il vincitor guelfo crudele,

Simile ad uom che va di porta in portaAccattando la vita. Il fato avversoStette contra il gran Vate, e conica il fatoMorello Malaspina. Egli all’illustreEsul fu scudo : liberal l’accolseL’amistà sulle soglie, e il venerandoGhibellino parca Giove nascosoNella casa di Pelope . VenuteLe fanciulle di Pindo eran con esso,L’itala Poesia, bambina ancora,

Seco traendo, clic gigante e divaSi fe di tanto precettore al fianco;

Poiché un Nume gli avea fra le tempesteFatto quest’ozio. Risonò il CastelloDei cantici divini; e il nome ancoraDel sublime cantor serba la torre.

Fama è eli’ ivi talor melodiosoErrar s’oda uno spirto, ed empia tuttoDi riverenza e d’orror sacro il loco.

Del Vale è quella la magnanim’ ombra,Clic, tratta dal desio del nido antico,Viene i silenzi a visitarne, c grataDell’ospite pietoso «alla memoriaDe’nipoti nel cor dolce e segretoL’amor tramanda delle sante Aiuse.

E per Cornante già tutto l’avca,

Eccelsa Donna , in te trasfuso: ed egliLieto all’ ombra de’ tuoi possenti auspici,Trattando la maggior lira di Tebe,

Emulò quella di Venosa , e fece