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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

Fulminando atterrasti della ciecaIgnoranza gli altari, e la giganteForza frenasti dell’Error, che, strettaSul ciglio all’uomo la feral sua benda,

Di spaventi e di larve all’infeliceIngombrava il cerébro , e sì regnavaSolo e assoluto imperador del Mondo.

Tale è il mostro, o Cadmea nobile figlia,

A cui guerra tu rompi, e tanto hai toltoGià dell’impero ch’ogni sforzo è indarno,

Se il cicl non crolla, a sostenerlo in trono.Di selvaggia per te si fa civileL’umana compagnia, per te le fontiDel saper dilatate in mille riviE a tutti aperte corrono velociAd irrigar le sitibonde menti.

Per te più puro c in un di Dio più degnoSi sublima il suo culto, e con amoreAl cor s’apprende da ragion dettato,

Non da colei che in Aulide col sangueD’Ifigenia propizi invoca i venti •

E spinta in cicl la fronte, c dell’EternoLe sembianze falsando, spaventosaFra le nubi s’affaccia, e cupo grida:

Chiudi gli occhi, uman verme, e cieco adora.

Ma d’alta sapienza uso amoroso,

E della prima Idea diritto spiroFilosofia Cl coll’armi adamantineDella scritta ragion l’orrenda larvaCombatterà, vendicherà del NumeDa quell’ empia converso in crudo spettroL’ oltraggiata bontade} e l’uom per vieTutte di luce , al suo divin principioFatto più presso, si farà più pio,

E dirà seco : De’ miei mali il primoE la prima mia morte è l’ignoranza.