SCIOLTI
Fulminando atterrasti della ciecaIgnoranza gli altari, e la giganteForza frenasti dell’Error, che, strettaSul ciglio all’uomo la feral sua benda,
Di spaventi e di larve all’infeliceIngombrava il cerébro , e sì regnavaSolo e assoluto imperador del Mondo.
Tale è il mostro, o Cadmea nobile figlia,
A cui guerra tu rompi, e tanto hai toltoGià dell’impero ch’ogni sforzo è indarno,
Se il cicl non crolla, a sostenerlo in trono.Di selvaggia per te si fa civileL’umana compagnia, per te le fontiDel saper dilatate in mille riviE a tutti aperte corrono velociAd irrigar le sitibonde menti.
Per te più puro c in un di Dio più degnoSi sublima il suo culto, e con amoreAl cor s’apprende da ragion dettato,
Non da colei che in Aulide col sangueD’Ifigenia propizi invoca i venti •
E spinta in cicl la fronte, c dell’EternoLe sembianze falsando, spaventosaFra le nubi s’affaccia, e cupo grida:
Chiudi gli occhi, uman verme, e cieco adora.
Ma d’alta sapienza uso amoroso,
E della prima Idea diritto spiroFilosofia Cl coll’armi adamantineDella scritta ragion l’orrenda larvaCombatterà, vendicherà del NumeDa quell’ empia converso in crudo spettroL’ oltraggiata bontade} e l’uom per vieTutte di luce , al suo divin principioFatto più presso, si farà più pio,
E dirà seco : De’ miei mali il primoE la prima mia morte è l’ignoranza.