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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

Tal era della Diva il canto arcano,

Della Diva Calliope, a cui tutteStanno dinanzi le future cose,

E, secondo che il tempo le rivolvcNel suo rapido corso, a tutte donaE forma e voce e (pialitade e vitaCon tal di sensi c di dottrine un velo,Ch’occhio vulgar noi passa^ onde agli stoltiLa delfica favella altro non sembraChe canora follia. Povero il sennoClic in epici deliri ascoso il ver non vede!

Nè sa quanta de’ carmi è la potenzaSu la rcina opinion che a nulloDe’viventi perdona c a lutti impera!

Stava tacito attento alle paroleProfetiche di tanta arte il feliceDisegnatore , e nel segreto pettoDell’alto volo, a cui l’uman pensieroLe ben trovate cifre avrian sospinto,Pregustava la gioia, c della sorteGià tetragono ai colpi si sentia.

Prescr le Muse da quel giorno usanzaDi far liete de’canti d’EliconaDegli Eccelsi le nozze, ovunque in pregioSon d’ Elicona i dolci canti. Or (piale,

Qual v’ha sponda che sia, come l’Insubre,Dalle Grazie sorrisa e dalle Muse ìQual tempio sorge a queste Dee più caroChe l’eretto da te, spirto gentile,

Nelle cui vene del Trivulzio sangueVive intero l’onor ? Alto fragoreD’oricalchi guerrieri e d’armi orrendeEmpiea, Signor, le risonanti volteDelle tue sale un (lì, scuola di Marte ,

Quanti’ il grand’Avo tuo, fulmin di guerra 63 ,Delle italiche spade era la prima.