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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

Ombra del grande Ettorre c ’, ombra del caroD’Achille amico 08 , fuggite, fuggite,

E povere d’orror cedete il locoAi romantici spettri. Ecco, ecco il veroMirabile dell’ arte, ceco il sublime.

Di gentil poesia fonte perenne(A chi saggio v’attignc), venerandaMitica Dea! qual nuovo error sospingeOggi le menti a impoverir del BelloDall’idea partorito, e in te sì vivo,

La delfica favella ? E qual bizzarroConsiglio di Maron chiude e d’ OmeroA te la scuola, e ti consente poiLibera entrar d’Apelle e di LisippoNell’officina? Non è forse ingiustoProponimento, all’arte, che sovranaCon eletto parlar sculpe c colora,

Negar lo dritto delle sue sorelle?

Dunque di Psiche la beltade, o quellaChe mise Troja in pianto ed in faville,

In muta tela o in freddo marmo espressa.Sarà degli occhi incanto e meraviglia ^

E se loquela c affetti e moto e vitaAvrà ne’carmi, volgcrassi in mostro?

Ah! riedi al primo officio, 0 bella Diva,Riedi, e sicura in tua ragion col dolceDelle tue vaghe fantasie l’amaroTempra dell’aspra Verità. Noi vedi?

Essa medesma, tua nemica in vista,

Ma in segreto congiunta, a sè t’invita:

Che non osando timida ai profaniTutta nuda mostrarsi, il trasparenteMistico vel di tue figure implora,

Onde mezzo nascosa e mezzo aperta.

Come rosa che al raggio mattutinoVereconda si schiude, in più desio