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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

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Di tanti Divi al navigante amiciE rallegranti al suon ili tulle e conche,

11 gran padre Oceano ed Anifitrite,

Clic divenne per voi ? Un paurosoDi sozzi mostri abisso. Orche deformiCacciar di nido di Nereo le figlie,

Ed enormi balene al vostro sguardoFur più belle che Dori c Galatea.

Quel Ncltunno che rapido da SamoMove tre passi, e al quarto è giunto in Ega $Quel Giove che al chinar del sopracciglioTremar fa il Mondo, e allor ch’alza lo scettroMugge il tuono al suo piede, e la trisulcaFolgor s’infiamma di partir bramosa :

Quel Pluto che, al fragor della battagliaFra gl’Immortali, dal suo ferreo tronoBalza atterrito, squarciata temendoSul suo capo la Terra , e fra i sepoltiIntromessa la luce, cran pensieriChe del sublime un di tenean la cima.

Or clic giacquer Nctlunno e Giove e PlutoDal vostro senno fulminati, ei sonoNomi c concetti di superbo riso,

Perchè il Ver non v’impresse il suo sigillo,

E passò la stagion delle pomposeMenzogne achee. Di fè quindi più degnaCosa vi torna il comparir d’orrendoSpettro sul dorso di corsier morelloVenuto a via portar nel pianto eternoDisperata d’amor cieca donzella,

Che, abbracciai’ si credendo il suo diletto,Stringe uno scheltro spaventoso, armatoD’un or'iuolo a polve e d’una ronca $

Mentre a raggio di luna oscene larveDanzano a tondo, e orribilmente urlandoGridano: pazienza, pazienza . 6G —