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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SATIRICHE , EC.

La cute agli altri? Un vende a tutte voglieDella figlia la carne e della moglie.

Veste un altro le spoglieDi Levi, agnello in volto ed in cor lupo,

E la contrada semina di slrupo.

Da toscano dirupo

Qual venne, e scrigni e.fracassa}

Qual è brigante, truffator, bardassa.

Ed altri l’estro ingrassaNelle taverne, e di Lieo si spruzza,

E con Ascanio i 3 s’imbrVaca c puzza.

Altri è rasa cucuzzaIn vii cappuccio avvolta, e si dimenaDi serafico brodo unta e ripiena.

D’Aliberti la scenaSporca tal altro con nefande rime,Poltron, censore ed animai sublime.

Dove voi lascio, o primeBestie di Pindo , che v’avete elettoFra stalle e mondezzai raminghe il tetto?

O ben degno ricetto!

U’ fan eco al grugnir vostro infinitoDe’ cavalli le zampe ed il nitrito.

E tu pur mostra a ditoN’andresti, o cinerea scappucciata, o suePria di Agostino, ed or di Pietro bue.

Ma su le colpe tueTacciasi: intera ti darò la manciaSe alla cicala tenterai la pancia.

Dopo costor poi cianciaIl mietitor di barbe, il calzolajo,

Il mcrciajo, il beccajo, il salumajo,

E mi stracciano il sajoIndegnamente: ed io le spalle gobbeFeci finora, e più soffrii clic Giobbe .

Or mia ragion conobbe