SATIRICHE , EC.
La cute agli altri? Un vende a tutte voglieDella figlia la carne e della moglie.
Veste un altro le spoglieDi Levi, agnello in volto ed in cor lupo,
E la contrada semina di slrupo.
Da toscano dirupo
Qual venne, e scrigni e.fracassa}
Qual è brigante, truffator, bardassa.
Ed altri l’estro ingrassaNelle taverne, e di Lieo si spruzza,
E con Ascanio i 3 s’imbrVaca c puzza.
Altri è rasa cucuzzaIn vii cappuccio avvolta, e si dimenaDi serafico brodo unta e ripiena.
D’Aliberti la scenaSporca tal altro con nefande rime,Poltron, censore ed animai sublime.
Dove voi lascio, o primeBestie di Pindo , che v’avete elettoFra stalle e mondezzai raminghe il tetto?
O ben degno ricetto!
U’ fan eco al grugnir vostro infinitoDe’ cavalli le zampe ed il nitrito.
E tu pur mostra a ditoN’andresti, o cinerea scappucciata, o suePria di Agostino, ed or di Pietro bue.
Ma su le colpe tueTacciasi: intera ti darò la manciaSe alla cicala tenterai la pancia.
Dopo costor poi cianciaIl mietitor di barbe, il calzolajo,
Il mcrciajo, il beccajo, il salumajo,
E mi stracciano il sajoIndegnamente: ed io le spalle gobbeFeci finora, e più soffrii clic Giobbe .
Or mia ragion conobbe