TOESIE SCHERZEVOLI
E la Corte d’ÀmorcRiformar con novelleElette damigelle,
In cui degli anni il fioreSpieghi le pompe sue:
E me ne bastan due. —Ciò detto appena, in menoChe non guizza il baleno,Giù dalla terza stellaSi calò con baldanzaNella segreta stanzaD’Emilia e d’isabella.
E in note affettuoseLa cagion del venire,Senza star altro a dire,Alle fanciulle espose.
Vano disegno ! Il NumeD’ogni gentil costume,
La divina Aretea " 3Già fatte sue le avea.