SATIRICHE, EC.
Greche o latine, tartare o francesi ,
10 credo che la stampa non sia rottaDelle donne adorabili e cortesi.
Le ingentilisce Amor quando le scotta,Onde tutte ad Amor spinte ne vannoPer forte atlrazìon non interrotta}
Tal negli effetti, che, s’io non m’inganno,Nè su la terra, nè tra gli astri errantiPiù possente trovolla il gran Britanno.
Amor vince ogni cosa, e i cuori amantiSpoglia d’ogni più indocile austerezza,Sian Cannibali, a Traci, o Garamanti.
Egli per tutto si ravvolge, c sprezzaOgni riparo, e variando toglieAlle cose create la rozzezza.
Egli i corpi congiungc c li raccoglie,
E moto e aspetto alla materia inspira,
E le forme seguaci agita e scioglie.
D’ogni belva crudel la rabbia e l’iraSi cangia in mansueta tolleranza,
Se i fianchi amor le stimola e martira.
Per lui preser gli Dei nuova sembianza,
E spesso in varia faccia a noi sen venneGiove calando dall’eterea stanza.
Or sei’pe, or foco, or satiro divenne,
Or si piovve dal ciel cangiato in auro,Ed or vestì di bianco augel le penne.
E sotto falsa immagine di tauroPortò per l’onde Europa sbigottitaSul dorso altero di sì bel tesauro.
Così per mai- fu tratta la smarritaAngelica in deserta atra cavernaPer incanto infernal dell’Eremita.
Amor diè norma ai cieli, Amor governa
11 non mutabil corso, e la secretaDei lucid’ astri consonanza eterna.