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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SATIRICHE, EC.

Greche o latine, tartare o francesi ,

10 credo che la stampa non sia rottaDelle donne adorabili e cortesi.

Le ingentilisce Amor quando le scotta,Onde tutte ad Amor spinte ne vannoPer forte atlrazìon non interrotta}

Tal negli effetti, che, s’io non m’inganno,Nè su la terra, nè tra gli astri errantiPiù possente trovolla il gran Britanno.

Amor vince ogni cosa, e i cuori amantiSpoglia d’ogni più indocile austerezza,Sian Cannibali, a Traci, o Garamanti.

Egli per tutto si ravvolge, c sprezzaOgni riparo, e variando toglieAlle cose create la rozzezza.

Egli i corpi congiungc c li raccoglie,

E moto e aspetto alla materia inspira,

E le forme seguaci agita e scioglie.

D’ogni belva crudel la rabbia e l’iraSi cangia in mansueta tolleranza,

Se i fianchi amor le stimola e martira.

Per lui preser gli Dei nuova sembianza,

E spesso in varia faccia a noi sen venneGiove calando dall’eterea stanza.

Or sei’pe, or foco, or satiro divenne,

Or si piovve dal ciel cangiato in auro,Ed or vestì di bianco augel le penne.

E sotto falsa immagine di tauroPortò per l’onde Europa sbigottitaSul dorso altero di sì bel tesauro.

Così per mai- fu tratta la smarritaAngelica in deserta atra cavernaPer incanto infernal dell’Eremita.

Amor diè norma ai cieli, Amor governa

11 non mutabil corso, e la secretaDei lucid’ astri consonanza eterna.