SATIRICHE, EC.
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1/ INVITO ANICE(1779)
OTTAJ1S
Dunque sempre stancar Pavide cigliaVorrai di Giulia su le carte, o Nicc ìE tanta al cor pietadc ti consigliaQuesta Leila dell’Alpi abitatrice?
Non biasmo io già la brama che ti pigliaDi saper quanto avvenne a l’infelice:Duoimi solo, o crudcl, clic i jicnsier luiNon cangi ancora coll’esempio altrui.
Lascia l’amara istoria, e cerca alquantoFra inen lugubri idee calma e diletto.Potrai dimani seguitar col piantoLa sventurata al iniziai banchetto,
E mirai- coinè in lei pugni frattantoDi consorte e d’amante il doppio affetto^Mentre di qualche lagrimosa stillaTu bagnerai, leggendo, la pupilla.
Or ad altro io ti chiamo, or che il corteseEspcro amico, e le stelle cadenti,Lasciando le diurne opre sospese,Persuadon la veglia ed i contenti,Laddove il liberal Genio Borghese,Operata- di splendidi portenti,
Olire al guardo di Roma in bel giardinoSpettacolo giocondo c pellegrino.