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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SATIRICHE j EC. 345

Ma tanta festa e tanto

Viver beato non durò clic quantoL’ oro in lui chiuso. AppenaNe volò fuori l’ultimo zecchino,

Fu gittato il meschino

In parte dove ogn’ immondezza cola,

E di lui non s’intese più parola. —

Or mi rivolgo a te, mignon novelloDella volubil Dea. Di sua caducaFalsa amistade non ti far sì Lello,

S’hai dramma di giudizio entro la nuca.

Pensa ond’esci, e non dir: Non soli pili quello ,Perchè stringi la mano a qualche duca.

Sii largo a tempo} e se non vuoi lo smaccoDi tornar epici di pria, pensa al mio sacco.

IL VILLANO E L’ASINO

Preso aveva un villanoUn asino a guardiano

D’un suo giardino, acciò clic da’ corbacciE dagli altri uccellacciMondo il tenesse, che da tutte parliDiluviavano a stormo, cd insolentiDavan guasto ai legumi e alle sementi.

Fa •a P asili chiamato Aliboronc,

E avea riputazioneD’asin probo, onestissimo,

D’asino incapacissimoDi frodar al padroneIl nocciolo neppur d’un bozzacchionc :