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POESIE SCHERZEVOLI
Lontanissimo poi
Dal far soperchio a chicchessia. SapcaCon forti ragli ancor, quando occorrca,Metter paure ai nibbj c agli avvoltoi,
Non che ai fringuelli. In somma,
Egli era fior di galantuomo; e quantoAll’csser giusto, un Numa, un Radamanto .Con tutto ciò il giardinoRendca frutto meschino;
E n’era al fin dell’annoPiù che il profitto, il danno.
Per dai’ la caccia ai ladri augei, l’onestaBelva per largo c lungo ogni mattinaTutto scoitc il giardin, l’aic calpesta,Strugge i legumi, c nc fa tal rovina,
Clic la più non farebbe una tempesta.Ciò vedendo il padron, Bestia assassina!Gi’ida; e preso con ira uno stangone,Rompe le coste a mastro Aliborone.
La ti sta ben ( dicea tutta la genteAl povero animai): perchè ti faiCon sì balorda menteRettor di cosa che condur non sai?
Non vo’ le parti jn'endere
Dell’asino: egli è reo, secondo il mioAvviso, c gli sta ben, ripeto anch’io.
Ma bramerei d’intendereChi più merta il baston: l’asino servoClic un giardin piglia in cura e mal lo guida,O l’asino padron clic glicl’affida ?