TRADUZIONI VARIE
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Al maligno tuo cor sempre fu belloPredir disastri, e Popre tue son reeDel par che i detti. Ed or, sinistro augello,Vai crocidando fra le squadre acheeChe il lutto del pestifero flagelloDi clic Apollo le fiede, a me si dee,
Perchè francar di Crise la fanciullaNegai, tenendo il prezzo offerto a nulla.
E certo averla a me volea più caraChe Clitennestra mia, cui verginellaSposa condussi 5 perocché di raraForma di corpo e di sembianza bella,
E della mente in tutte arti preclaraDi Minerva, non è questa donzellaPunto minor. Ma, tale ancora, io scoglioChe renduta ella sia, se questo è il meglio}
Che salvo il popol mio, non morto , io bramo.Ma pronto agguaglio m’apprestate or vuiChè di premio lasciar spogliato e gramoMe solo, fora ontoso a tutti nui^
Poiché vedete il guiderdon, eh’ io chiamoDebitamente mio, farsi d’altrui.
Tacque, ciò detto} e di Peleo la proleDi rimando a lui fe queste parole:
Oh d’avarizia al par che di grandezzaFamoso Atride! di che premio o donoVuoi ti sia liberal l’achea larghezza?
Le spoglie poste in comun serbo u’sono?Delle vinte città fu la ricchezzaTutta divisa, e non mi sembra or buonoChiamar le schiere in mezzo a radunartiLa già partita preda a nuove parti.