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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

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Al maligno tuo cor sempre fu belloPredir disastri, e Popre tue son reeDel par che i detti. Ed or, sinistro augello,Vai crocidando fra le squadre acheeChe il lutto del pestifero flagelloDi clic Apollo le fiede, a me si dee,

Perchè francar di Crise la fanciullaNegai, tenendo il prezzo offerto a nulla.

E certo averla a me volea più caraChe Clitennestra mia, cui verginellaSposa condussi 5 perocché di raraForma di corpo e di sembianza bella,

E della mente in tutte arti preclaraDi Minerva, non è questa donzellaPunto minor. Ma, tale ancora, io scoglioChe renduta ella sia, se questo è il meglio}

Che salvo il popol mio, non morto , io bramo.Ma pronto agguaglio m’apprestate or vuiChè di premio lasciar spogliato e gramoMe solo, fora ontoso a tutti nui^

Poiché vedete il guiderdon, eh’ io chiamoDebitamente mio, farsi d’altrui.

Tacque, ciò detto} e di Peleo la proleDi rimando a lui fe queste parole:

Oh d’avarizia al par che di grandezzaFamoso Atride! di che premio o donoVuoi ti sia liberal l’achea larghezza?

Le spoglie poste in comun serbo u’sono?Delle vinte città fu la ricchezzaTutta divisa, e non mi sembra or buonoChiamar le schiere in mezzo a radunartiLa già partita preda a nuove parti.