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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

Qualunque ci sia, disvela arditamenteIl tuo segreto. Per lo Dio sovranoChe de’Fati dischiude alla tua mente,

E tu il dischiudi a noi, l’ascoso arcano,Per Apollo , me vivo e me veggente,

Niun porrà violenta in te la mano:

No, s’anco intendi Agamennon, che, vampoMena di sommo impero in questo campo.

Allor fe core il buon profeta, e disse:

Nè di voti nè d’ostie oblivioneFebo adirò, ma l’onta onde gli afflisseIl suo sacro ministro Agamennone ,

Clic con dura ripulsa gli disdisseDella figlia il riscatto. Alta cagioneEcco de’ mali di clic noi furio,

E ancor nc ferirà 1’ offeso Iddio.

Nè prima darà posa al braccio irato,

Che si rimandi la fatai donzellaNon redenta nè compra al padre amato,Ed a Crisa spediscasi con quellaUna sacra ecatombe. Allor placatoForse il Nume vedrem che ne flagella.Tacque e s’assise. A quel parlar si feoScuro nel volto il gran figliuol d’Atreo .

E fra gli accolti croi volgendo secoFoschi pensieri, dispettoso alzossi.

D’ira il cor gonfio e della mente ciccoGli occhi rotava come bragia rossi.

Torse prima in Calcante il guardo bieco}Indi in tal fiero favellar sfrenossi:

Profeta di sciagure, unqua una solaNon mi schiuse il tuo labbro util parola.