38a
TRADUZIONI VARIE
Fra la ragione incerto ed il furore
Ondeggiando il pensiero, la man corseSovra la spada, e la traea già fuore:
Quando ratta dal ciel Minerva accorse,
Spedita da Giunone, a cui nel corePer entrambi egual cura e amor ricorse.
A tutti occulta e a lui solo palese
Gli venne a tergo , e pel crin biondo il prese.
Si scosse, si rivolse, e di presenteRiconosciuta Achille ebbe la DeaAll’azzurra pupilla rilucenteChe vivi di terror lampi mettea.
Sbigottissi ei da prima} indi frementeQueste alate parole a lei volgea:
Tremenda figlia dell’Egioco Giove,
Qual cagione a venir quaggiù ti move ?
Forse a veder qual fammi oltraggio indegnoCotesto Atride in rapinar sol forte ?
Io tei protesto, e andran miei detti al segno,Ei col suo superbir cerca la morte,
E morte troverà. Chetati, io vegnoDal ciel, la Dea i’ispose, a ìùcomporteGl’irati spii’ti in pace (se pur fiaChe m’obbedisca), e Giuno a te m’invia,