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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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RATTO DI MATILDE

Canto III, dal verso 3^0 al verso 453.

Ed ecco l’animosa oste di CaldoAfferrar tra gli applausi e l’esultanteTuon de’ bellici bronzi alla ridenteParténope. Il clangor delle guerriereTrombe ne’generosi animi accendeIl desio della pugna e del tragitto,

Cui gran tempo anelar. Come una tormaDi provvide formiche, ove la duraOrma del passeggero entro il pinoloNe scommetta le biche e le sovverta,Brulica costernata c si raffrettaCon sollecita cura alla difesaDelle sparse reliquie e della casa 5Così tumultuando una stipataMoltitudine accorre alla marina,

E ministra coll’ arme impeto c forzaAi tre mille animosi, a cui supremoDuce è Toledo. Il giovinetto eroe,

Del magnanimo Pcdro inclito figlio,Chiuso nel suo dolor, più non apriaL’ alma trafitta da segreto affannoAlle lusinghe di mortai grandezza.Perocché, consolato d’ogni gioja,

Stringca pur dianzi avventurose nozzeColla bella Matilde, unica proleDel rettor di Salerno , e d’ ogni santaVirtù ricetto. I due sposi felici,

Dal cittadino fremito fuggendo,

Riparavano uniti alla quiete