TRADUZIONI VARIE
Dell’avito castello, e ne’silenzjDell’amena Calauria in caro obblioTraean ore dolcissime d’amore.
Colle braccia conserte in amorosoNodo gli avventurati ivano un giornoLungo il fiotto del mar, che le perenniD’odorosi frutteti ombre riflette.
Il cerulo increspar della marina,
Carezzato dai zeffiri e dipintoDi verde-aureo color, tutto rideaNella luce cadente, e l’usignoloL’affettuosa melodia destandoSalutava del Sol l’ultimo raggio.Inosservato intanto Ugo scgui'aL’orme dilette. Il pio servo fedeleRaffrenava non lungi i tcnerclliTralci colla verbena e col ritortoSalice ai vigorosi olmi mariti.
Stanca la giovinetta al verde margoAffidava le membra in sicurezza,
E cogli omeri vólti alla marinaSpiava il suo fedel, che per la densaFrasca inoltrando raccogliea dal cedroLe più soavi e più mature poma.
Misera! che riposto in fra gli scogliDella sponda romita, e dalla lentaGinestra e dalle folte alghe coverto,
Si celava Dragutte, il violentoPrcdator di que’ mari, e su la brunaSua capitana il fosco aere attendea^
E mentre alla più densa ombra del boscoCogliea Toledo le cedrine frutte,
Della nave sbucò con improvvisaMano d’armati, strascinando a forzaQuella gentil, di subita pauraMuta e malviva 5 e come in oriente