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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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NOTE

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Pag. i4<3-

>j Nuove tede ..... Moglie di Giove, pria di Giunone , fu Temidefiglia del Cielo (Esiodo, Teog. v. goi). Divisa dal letto di Giove , ma nondal suo cuore, fu poi sempre da lui tenuta in grande onoranza, siccomeDea della giustizia ; e gli uomini l’adorarono lor prima benefattrice,siccome quella che loro insegnava le norme dell’equità, primo de’bc-ncficj. — Le nuove nozze di Giove con Giunone ebbero per la loro san-tità 1’ appellazione di Ierogamta, e furono celebrate in Creta nel terri-torio di Gnosso , ov’egli era stato segretamente educato nell’antro dit-teo. V’ intervennero tutti gli Dei ; e i Cretesi con molta pompa religiosasolennizzavano ogni anno questo memorabile avvenimento. V. Diodoro ,1. V; Meursio , t. Ili, p. 4 12 , e più distintamente i dizionari mitologici,art. Giove , Giunone e Chelone.

Ivi.

a « Il Valor, non la Sorte .... La sentenza è tutta di Callimaco .

Non furono, o Giove, le sorti che ti fecero re degli Dei, ma il valore.Inno a Giove , v. 65.

Ivi.

31 Le guerre di Giove contra i Titani e i Giganti, che molti per er-rore confondono in una sola, furono due fatti separatissimi. La prima fuguerra celeste e civile; la seconda, terrestre ed esterna; dalle quali col-1’ajuto di Pallade, simbolo del valor militare congiunto colla sapienza,avendo Giove felicemente liberato l’Olimpo , ottenne dalla universalegratitudine degli Dei lo scettro del Cielo.

Pag. 1 47-

1 re sono di Giove . E tu avendoli posti alla custodia dei

popoli , siedi in alto ed esamini severamente chi governa male e chi bene.Callimaco , inno citato, v. 79 e seg.

Pag. 1 48.

•3 Poneangli l’Ore ancelle. Co’medesimi emblemi che in questa strofasi accennano, il celebre cav. Appiani in un quadro allegorico, destinatoal gabinetto di S. M. 1’ Imperatore e Re, ha rappresentato Giove in ri-poso seduto accanto a Giunone ; pittura di maravigliosa bellezza.

Ivi.

3 4 Vedi la nota 19 .

Pag. 149 .

35 Intorno alle Api Panacridi nudrici di Giove , si consulti Callimaconell’inno citato, v. 5o, e i Commentatori di Virgilio al verso i5a delIV delle Georgiche :

Dictceo cteli regem pavere sub antro.

Pag. i5o.

>6 Dulce mel ( Jupiter) comedisti: extiterunt enim repente Panacridosopera apiculce Idceis in montibus, quos vocant Panacra. Callimaco , Innoa Giove , v. 4g e seg.

Ivi.

3 7 In Creta ferlur esse antrum apibus sacrum: apes vero Jovis nutrices.