NOTE
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Qui la formosa AspasiaConsorte a me diletta,
Al fianco suo m’aspetta.
Fra cento volti argolici,
Rimessa ella qui siede ,
E par che afflitta lagnisiChe il volto mio non vede.
Ma lo vedrà; che immemoreNon son del prisco ardore :Ancor lo nutre, e serbaloDopo la tomba amore.
Dunque a colei ritornanoI fati ad accoppiarmi,
Per cui di Samo e CarniaRuppi l’orgoglio e l'armi?Dunque spiranti e lucideMi scorgerò d’intornoDi tanti croi le immaginiChe fur Pclasghi un giorno ?Tardi nepoti e secoliChe dopo Pio verrete,Quando lo sguardo attonitoIndietro volgerete,
Oh come Ga che ignobileAllor vi sembri c mestaLa bella età di PericleIn paragon di questa !
Eppur d’Atenc i portici,
I templi e l’ardue muraNon mai più belli apparveroChe quando io l’ebbi in cura.Per me qua tersi e morbidiSotto la man dei fabriVolto c vigor prcndeano
I massi informi e scabri.
Là ubbidiente e docile
II bronzo ricevea
I capei crespi e tremoliDi qualche ninfa o dea.
Al cenno mio le parie >Montagne i fianchi aprirò,
E da le rotte viscereLe gran colonne offrirò.
Si lamentaro i tessaliAlpestri gioghi anch’ essi,Impoveriti e vedoviDi pini e di cipressi.
11 fragor de P incudini,
De’ carri il cigolio,
De’ marmi offesi il gemerePer tutto allor s’udio.
Il cielo arrise. IndustriaCorse le vie d’Atene ,
E n’ebbe Sparta invidiaDalle propinque arene.
Ma che giovò? dimentichiDella mia patria i Numi,
Di Roma alfin prescelseroGli altari ed i costumi.
Grecia fu vinta, e videsiDi Grecia la ruinaRender superba e splendidaLa povertà latina.
Pianser deserte e squallideAllor le spiagge acliivc,
F, le bell’arti corseroDel Tebro in su le rive.
Qui poser franche e libereIl fuggitivo piede ,
E accolte si compiacqueroDella cangiata sede.
Ed or fastose obblianoL’onta del goto orrore,
Or che il gran Pio le vendicaDel vilipeso onore.
Vivi, o Signor. TardissimoAl mondo il ciel ti furi,
E con l’amor de i popoliIl viver tuo misuri.
Spirto profano e luridoA P ombre avvezzo io sono ;Ma i voti miei non temonoLa luce del tuo trono.
Anche del greco ElisioNel disprezzato regnoV’é qualche illustre spiritoChe d’onorarti è degno.