SATIRA PRIMA
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Cosa che vaglia. Orecchie vaporate
A quelle fonti io cerco, c cor di foco}
Non lettor che in iscarpe inzaccherateDelle greche pianelle si fa gioco,
E del povero cieco, e tiensi in prezzo,
Che fatto Edil municipal di poco,Gonfiandosi, spezzar fece in ArezzoLe false emine. Nò buffon dimandoLe figure a schernir d’Euclide avvezzo ,
E i numeri in lavagna} sghignazzandoSe proterva bagascia la severaBarba al Cinico svelle. Io costor mandoLa mane al foro, e al lupanar la sera.
Inde vaporata lector mihi ferveat aure:
Non hic } qui in crepidas Grajorum ludere gestiiSordidus, et lusco qui poscit dicere, lusce,
Sesc aliqucm crcdens, Italo quoti honorc supinusFregerit heminas Areti txulilis iniquas .-Noe qui abaco numeroet sedo in pulvere metasScit risisse vafer, multimi gaudere paratus ^
Si Cj'nico barbarli petulans nonaria vcllat.
Ilis mane etlidum, post prandio. Callirhoen do.
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Mosti. Poesie varie.
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