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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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I'ERSIO

Ove insonni allo studio, e il crin tosatiI giovinetti vegliano, di gialleGrandi polente e di baccel cibati}

Tu, cui mostra alla dritta il miglior calleLa samia lcttra, in due rami partila,

Tu ancor russi? E col capo su le spalleCadente, c tutta stirando la vita,

Sbadigli sì la crapola di jeri,

Clic par clic la mascella abbi scucita ?

Ma dinne: ad alcun segno i tuoi pensieri,

I tuoi strali bai tu dritti? o a 1 corbi ir dietroQua e là con sassi e zolle è tuo mestieri?

E vivere a giornata, e innanzi indietroGir col capo nel sacco? All’epa è vanoL’elleboro, se gonfia è fuor di metro.

Al mal clic viene, occorri; e a starli sanoNon ti fia d’uopo un monte di monetePromettere a Craléro. Il come arcanoDelle cose, infelici, ab conoscete!

L’uom clic sia, perchè nasca e perchè viva,D’onde partir, dove piegar dovete}

Porticus, insomnis quibus et cletonsa jiwcnhisInvigilata siliquis et grandi pasta polenta.

Et libi, quee Samios didua.it litcra ramos ,Surgentcm dextro monstravit limite, callem.

Stertis adirne? la.ruinquc caput compage solutaOscitat he stornimi, dissutis undique malis?

Est aliquid quo tendis, et in quod dirigis arcuili?Ali passim sequeris corvos lestaque lutoque,

Securus quo pes ferat, atque ex tempore vivis?Elleborum frustra, cum jarn cutis cegra tuinehil,Poscentes viclcas : venienti occurrite morbogEt quid opus Cratero magnos promittere montes?Discitc, o miseri, et causas cognoscite rerum gQuid sumus, et quidnam victuri gigniinur ; orcioQuis datosi au t "tetee qua tnoUisJlexus , et undeg