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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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^68 PERSIO, satira terza

Se donzelletta (li leggiadre cigliaMolle sorrise dal balcon vicino,

La diastole, di’, non si scompiglia?

Freddo di duri erbaggi ecco un catino,

E vii focaccia di farina scossaDa setaccio plebeo. Via, signorino:Proviam la bocca. Ohimè! che ti s’infossaNel tenero palato una postema,

Cui non bisogna esasperar con grossaBieta. Dici esser sano} ed or la tema

D’ariste in guisa il pel t’arriccia, or rattoL’occhio dall’ira disfavilla e trema.

Come per face sottoposta a un trattoTi bolle il sangue, e con alzate cresteDici e fai cose, che d’uom propio maltoLe giurcria lo stesso matto Oreste.

sive

Candida vicini subrisit molle puclla,

Cor tibi rite saliti Positiva est algente catinoDurimi olus s et populi cribro decussa farina.Tentcmus fauces. Tenero lalet ulcus in orePutte, quod haiul deceat plebeia radere beta.Alges , cum cxcussit membris timor albus aristasNane face supposita turgescit sanguis, et iraScintillant oculi; dicisquc facisque. quod ipseNon sani esse hominis non sanus juret Orestcs.