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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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PERSIO

Il domani di jeri è già passato.

Ecco un altro domani clic ti scemaGli anni, e più sempre è il ben oprar tardato.Benché propinqua e a un solo timon gemaLa rota avanti, invan le corri dietroTu rota del secondo asse, e postrema.

Bisogna libertà} ma non del metro

Che un Publio iscrive alla tribù Velina,

E di farro gli ottien rognoso e tetroLa bulletta. Oh insensati, a cui sciorinaUn giro a tondo un cittadin ! Quel DamaMulatticro è una bestia furfantina,

Non vai tre soldi: e per la mai più {TramaCosa bugiardo. Prendasi dilettoIl padron di voltarlo, e un Marco-DamaFuori ti scappa in un girar. Cospetto!

Mai •co mallevador, non presti argento ?

Giudice Marco, tremi? Egli l’ha detto:

Sta così: segna, Marco, il testamento.

— Ecco la vera libertà largita

Dal berretto. Di lui, clic a suo talento

latti cras hesternwn conswnpsimiis : ecce alitici erosEgcnt hos annos, et semper paullum erit ultra.Nani quatti vis propc te, quamvis temone sub unoVzrtentem sese , frustra scctabcre cantinoli ,

Clini rota posterior curras, et in axe sccundo.

Libertale opus est : non Ime, qua, ut quisque VelinaPtibhus emeruit, seabiosum tesserula farPossulet. Heu steriles veri, quibus una Quirite.niVertigo facili Hic Dama est non tressis a gaso,

Vippa, et lippus, et in tenui farragine mcndax.

Vzrterit lume dominus, momento turbinis exitMarcus Dama. Papa; ! Marco spondei! tc , recusasCredere tu nunimos? Marco sub judice palles ?Marcus dixit : ita est. Adsigna, Marce, tabelhis.IIcec mera hbertas, liane nobis pilca donant.

An quisquam est alius libcr,