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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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PERSIO

Umana e naturai legge decreta,

Che per disdetta a me quell’arte io tcgna,

Clic impotente ignoranza mi divieta.

Mesci farmaco, e ignori a qual convcgnaPunto fissarne della dose il pondo?

Ciò grande error la medie’ arte insegna.

Cliiegga ignaro degli astri in mar profondoVillan calzato il temo, e MelicertaGriderà che il pudor morto è nel mondo.

Dritto inceder sai tu? la faccia incertaDistinguere del vero, ed il falsatoSuon del rame che d’amo ha la coperta?

Le cose da seguirsi hai tu notato

Con la bianca matita ? e con la brunaLe da fuggirsi? Ne’desir temprato,

Frugai, dolce agli amici, ed opportuna-mente sai tu serrare c disserrareIl tuo granaj o ? e senza gola alcunaIl nummo al suol confitto oltrepassare ?

Nò alla bocca venir l’acqua ti senti,

Se a te Mercurio con la borsa appare?

Publica lex liominum, naturaque contìnet hoc fas ,Ut teneat vetitos inscitia debilis actus.

Diluìs cUcborum, certo compescerc punctoNescius examen? vetat hoc natura meclendi.

Navem si poscat sibi peronatus aratorLuciferi rudis , exclamct Melicerta perisseFrontem de rebus. Tibi recto vivere taloArs dedit ? et veri speciem digno scere calles,

Ne qua sub cerato mendosum tinniat auro ?

Quceque sequenda forent, queeque evitanda vicissim,J/Ia prius creta, mox hcec carbone notasti?

Es modicus voti, presso Ime, dulcis amicis ?

Iam nunc astringas, jam nane granaria laxes:Inque luto fixum possis transcenderc minimum :

Nec glutto sorbere sativam Mcrcurialem ?

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