ALLA SATIRA I.
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imprime sulla fronte a’ veri e pubblici mascalzoni, non può dolere cheper consenso a coscienze poco sicure di sé medesime. Ilo già detto inaltro luogo a un di presso la stessa cosa; ma certe verità non si ripe-tono mai abbastanza.
V. 119.cimi scrobe ? .
E nota la storia del barbiere di àlida, e della buca cli’ei fece in terraper deporvi il segreto delle scoperte orecchie asinine del re suo padro-ne, e 1’effetto che nacque da quelle sotterrate parole; donde venne ilproverbio, parlar nella buca , vale a dire, in occulto.
V. 121. Micia rea: .
Ho ritenuta col Casaubono la lezione Mida rex habet , piuttosto chel’altra sostituita da Cornuto, come si è detto al v. 99; prima perchèquesta è la originale di Persio , e non v'ha più motivo che vieti il ripri-stinarla; secondariamente perchè la sentenza è più vera.
Sottintendi sempre di Labconc, cui Persio satirizza per la terza volta,e cosi va fatto.
Ih. Crahno ,
Cretino, Eupoli e il gran vecchio d’Atene, cioè Aristofane , liberissimiscrittori di commedie, e audacissimi riprensori de’vizj degli Ateniesi.11 secondo essendo rimasto morto in battaglia navale, gli Ateniesi, do-lenti di questa perdita, decretarono che i poeti non andassero più allaguerra. In fatti sembra bastante quella ch’essi si fanno e si faranno eter-namente tra loro.