NOTE ALLA SATIRA SECONDA
V. i. . . . Madrine .
Questo Macrino fu uomo dottissimo, e condiscepolo e tenero amicodel nostro Persio , siccome impariamo dallo Scoliaste. Era consuetudinedegli antichi il mandarsi di regali scambievoli nel giorno lor natalizio.Il dono che in tal circostanza invia Persio al suo amico, è la seguenteassai bella satira sull' insensatezza delle umane preghiere.
V. ... dextro
Hercule! .
L’antica superstizione aveva fidato ad Ercole la custodia de’tesori na-scosti , che trovati gli fruttavano la decima , quia is pulabatur gauderebonorum exuberanlium imminutione, ut qui viclu nec lauto nec immodicousus esset. Vedi astuzia onde fare santamente danaro alle spalle de’ gonzi.
V. 19 . Stajo? .
Un grande scellerato, avvelenatore della moglie, del fratello, della co-gnata, e reo di più altri misfatti al tempo di Cicerone .
V. 27 . bidental ,
Cosi cliiamavasi il luogo qualunque dove il fulmine veniva a cadere,e fu detto bidental da bidentes, pecore di due anni, col sacrifizio dellequali espiavasi dall’aruspice. Qui è posto in vece del cadavere percossodal fulmine. Evilandum , perchè a niuuo era lecito di toccarlo, salvoche al sacerdote.
V. 33. Infami digito ,.
Il dito medio , detto anche rerpus da verpa , hoc est, mentula. Dopoquesta bella erudizione, il perchè gli sia venuto il nome d’ infame saràonesto il tacerlo.
V. 56. fratres .... ahenos s
Piace al più degl’interpreti l’intendere per questi fratres ahenos i cin-quanta figli d’Egisto, le cui immagini in bronzo ornavano il tempio diApollo sul Palatino ; alcune delle quali avevano fama di essere manda-trici di sogni veridici. Temo che 1’ erudita libidine non abbia qui de-viato i commentatori dal senso voluto da Persio . Il sit illis aurea barbam’induce sospetto che il Satirico abbia in pensiero divinità più adulte,e più d’ importanza e riguardo , che non i figli d’ Egisto , ai quali nontrovo concessi nella Mitologia gli onori divini; nè veggo ([quando pureciò fosse) attribuita a queste bastarde divinità tanta efficacia di patroci-