Buch 
1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
Seite
515
JPEG-Download
 

ALLA SATIRA V.

5 I 5

sua propria velocità d'espressione che lo rende unico e solo tra i Clas-sici tutti quanti. Se ponderiamo dualmente il valore delle sentenze, giu-dico Orazio il più amabile, Giovenale il più splendido , Persio il piùsaggio. Confuso tra gli infimi nelle lettere, non ligio nè ad un sololibro, nè ad un solo bello esclusivo, estimando tutti gli scritti secondoche mi commovono , nemico di tutte le parassite eleganze, e rapito diquelle uniche che mi portano qualche cosa nell’ anima , con pace del-l’Einsio, del Casaubono e dello Scaligero, e di tutti i devoti d’un cultosolo, io mi dono or all’uno or all’altro de’tre Satirici , siccome il cormi significa. Quando cerco norme di gusto, vado ad Orazio : quando hobisogno di bile contra le umane ribalderie, visito Giovenale : quando mistudio d’esscr onesto, vivo con Persio ; e ornai provetto, qual sono, coninfinito piacere mescolato di vergogna bevo i dettati della ragione sule labbra di questo verecondo e santissimo giovanetto.

Son due le parti di questa eccellente satira quinta. La prima è unatenera significazione d’ affetto e di gratitudine verso il suo precettoreCornuto. L’altra aggirasi tutta su quella nota sentenza stoica, che niunoè libero, fuori che il saggio.

V. 4 . Vulnera seu Parlili ducentis ab inguine ferrimi.

Casaubono vorrebbe che tra le varie maniere di scoccare le freccic,questa fosse propria de’Parti, lo scagliarle dall’arco poco al di sopradella coscia. Sembra più naturale però che Persio voglia indicar la fe-rocia de’ Parti che si cavavano il dardo dalla coscia , ov’ esso crasi in-fisso, per tornare a combattere.

V. g. serpe insulso ccenanda Glyconi.

Glicone è il nome di qualche miserabile recitatore di tragedie, su cuischerza il poeta, dicendo eh’ci frequentemente cenava colla pentola diTieste ; e vale a dire che spesso ripeteva al popolo questa nefanda tra-gedia per guadagnarsi di che vivere.

V. 3o. custos niihi purpura .

Ne’ romani costumi era grave delitto 1’ offendere di qualsivoglia ma-niera un fanciullo clic portasse pretesta. Perciò Persio la chiama custodedell’adolescenza. Ebbe forse di mira questa bella espressione il Tasso inquei versi dell’Aminta :

.il suo bel cinto

Che del sen virginal fu pria custode.

V. 3i. Bullaque succintis laribus .

La porpora pretestale e la bolla d’ oro in forma di cuore, che i fan-ciulli ingenui portavano al collo per ornamento, deponevasi dagli ado-lescenti nell’entrare dell’anno decimo settimo, e consecravasi agli Deifamigliari, a cui Persio dà l’aggiunto di succinti, perchè rappresenla-vansi in abito di viaggio. E perchè in tal abito ? Per indicare, crcd’ io,che queste domestiche fedeli divinità stavano sempre pronte a seguirela fortuna del padrone di casa, ovunque gli piacesse di trasportarsi.