APPENDICE ALLE POESIE VARIE
Parafrasi della aspirazione di Giacobbe moribondo:Salutare tuiun expeclaboj Domine.
Genesi, c. xlix , v. 18.
Nasci, eterno immortai Figlio di Lui
Che scrisse in cor d’ognun che vive al mondo,L’arcano senno de’consigli sui,
E libra in aria della Terra il pondo.
Teco il poter de’crudi regni e bui
Combatte invano} chè il colubro immondoFia vinto, e chiuse ne’ trionfi tuiLe ingorde fauci del tartareo fondo.
Io non vedrò quel che vedranno alloraLe tarde età} poiché m’attende Àbramo Fra le ceneri avite a far dimora.
Ma giusto è ben, di quel eli’ io credo e bramo,Che anch’io m’allegri, e mostri altrui fin d’oraNel germe mio questo novello Adamo.
Ecco , parte Giuditta : amena in voltoBeltà le siede, ed umiltade a canto:
Le grazie , il riso mansueto, e quantoV’ ha di leggiadro , in lei tutt’ è raccolto.Qual chi da strana visione è cólto,
All’apparir della gran donna intantoStupir gli Assirj, *1 gentil viso e santoA contemplar dappresso ognun rivolto.
Le meraviglie, il susurrar, le lodi
O non sente, o non cura ella, e speditaPassa fra cento spade e cento prodi.Timida stassi ogn’ alma anco più ardita:Tanta ha negli occhi e ne’leggiadri modiParte di Ciel, che a venerarla invila.