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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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APPENDICE

Sarcasmo ad Oloferne.

Basta, invitto Oloferne: ecco già stendeBetulia, ancor non paga in sua ventura,

La mano ai ceppi, e dal tuo labbro attendeO morte, o vita inonorata, oscura.

Già vincitrice la tua gente ascendeSulle sparse d’ estinti infrante mura ^

E tanta ognuno al tuo valor già rendeLaude, che ogni altro tuo gran vanto oscura.

Stringi pur dunque la sudata palmaInvan contesa, e ten compiaci ornai,

Orrida qui giacendo inutil salma.

Andrai superbo di tua illustre sorte,

E per tua gloria rammentar potraiQual già t’ addusse imbelle donna a morte.

Al conte Cosimo Masi Panini eletto Giudice de’Savj in Ferrara ( 1773 ).

Questo seggio, signore, ai merti tuoiPiù che alle brame del tuo cor serbato,Questo è l’ouor che a rallegrar gli eroiSorge dall’ agitata urna del fato.

Più secura a regnar torna fra noi

Giustizia, e su te, larga oltre l’usato,Sparge la luce de’ pensieri suoi,

E grave in volto ti si asside a lato.

Pace, di amore alle bell’opre intenta,

Di clemenza e pietà teco favella,

E i genj a te del genitor rammenta.

Pace a Giustizia il rigor tempra : e quellaI comun voti a secondar non lentaFra le cure d’amor fassi più bella.