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4 (1840) Iliade di Omero / traduzione di Vincenzo Monti
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ILIADE

*\ um-iotio

Come penna daugello, ambe dun pelo,

D età pari e di dosso a dritto fdo.

Il vibrator del curvo arco dargento,

Febo, educolle nep'ierj prati,

E portavan di Marte la pauraNelle battaglie. Degli eroi primieroEra lAj ace Telamonio, mentrePerseverò nell ira il grande Achille ,

Il più forte di tutti } e innanzi a tuttiIvan di pregio i corridoi portantiLincomparabil Tessalo. Ma questiNelle ricurve navi si giaccaInoperoso, e sempre spirante iraContro lAtride Agamennone. Intanto ,Lunghesso il mare, al disco, allasta, allarcoI suoi guerrieri si prendean diletto.

Oziosi i cavalli appo i lor cocchiPasceano 1 apio paludoso c il loto }

E i cocchi si giacean coperti e mutiNelle tende dei duci} e i duci istessi,

Del bellicoso eroe desiderosi,

Givan pel campo vagabondi e inerti.

Movean le schiere intanto, in vista egualiA un mar di foco innondator, che tuttaDivorasse la terra} ed alla pestaDe trascorrenti piedi il suol sudiaRimbombar. Come quando il fulminanteIrato Giove Inarime flagella ,

Duro letto a Tiféo , siccome è grido}

Così de passi al suon gemea la terra.

Mentre il campo traversano velociGli Achei, col piè che i venti adegua, ai Teucritri discese di feral novellaApportatrice, e la spedia di GioveUn comando. Tenean questi consiglioGiovani e vecchi, congregati tuttiNe regali vestiboli. MischiossiTra lor la Diva, di Polite assuntaL apparenza e la voce. Era PoliteDi Priamo un figlio, che, del piè fidando