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ILIADE
*\ um-iotio
Come penna d’augello, ambe d’un pelo,
D’ età pari e di dosso a dritto fdo.
Il vibrator del curvo arco d’argento,
Febo, educolle ne’p'ierj prati,
E portavan di Marte la pauraNelle battaglie. Degli eroi primieroEra l’Aj ace Telamonio, mentrePerseverò nell’ ira il grande Achille ,
Il più forte di tutti } e innanzi a tuttiIvan di pregio i corridoi’ portantiL’incomparabil Tessalo. Ma questiNelle ricurve navi si giaccaInoperoso, e sempre spirante iraContro l’Atride Agamennone. Intanto ,Lunghesso il mare, al disco, all’asta, all’arcoI suoi guerrieri si prendean diletto.
Oziosi i cavalli appo i lor cocchiPasceano 1’ apio paludoso c il loto }
E i cocchi si giacean coperti e mutiNelle tende dei duci} e i duci istessi,
Del bellicoso eroe desiderosi,
Givan pel campo vagabondi e inerti.
Movean le schiere intanto, in vista egualiA un mar di foco innondator, che tuttaDivorasse la terra} ed alla pestaDe’ trascorrenti piedi il suol s’udiaRimbombar. Come quando il fulminanteIrato Giove Inarime flagella ,
Duro letto a Tiféo , siccome è grido}
Così de’ passi al suon gemea la terra.
Mentre il campo traversano velociGli Achei, col piè che i venti adegua, ai Teucritri discese di feral novellaApportatrice, e la spedia di GioveUn comando. Tenean questi consiglioGiovani e vecchi, congregati tuttiNe’ regali vestiboli. MischiossiTra lor la Diva, di Polite assuntaL’ apparenza e la voce. Era PoliteDi Priamo un figlio, che, del piè fidando