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4 (1840) Iliade di Omero / traduzione di Vincenzo Monti
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LIBRO XVI

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La vide} e, della casa alle superneStanze salito, giacquesi furtivo11 pacifico Iddio colla fanciulla,

E lei fe madre dun illustre figlio,

D Eudoro, egregio nella pugna al pariChe rapido nel corso. E poiché trattoFuor 1ebbe dal materno alvo Ilitfa,

Curatrice de 1 parti, e 1 almo ei videRaggio del Sol, la genitrice al prodeAttóride Echecléo passò consorte,

Di largo dono nuz'ial dotata.

Nudrì poscia il fanciullo ed allevolloLavo Filante con paterna cura,

E di figlio diletto in loco il tenne.

Capitan della terza era il valenteMemalide Pisandro, il più peritoDeMirmidóni nel vibrar dellastaDopo il compagno del Pelide Achille .

La quarta il veglio cavalier Fenice,

E conducea la quinta Alcimedonte,

Di Laerce buon figlio. Or poiché tuttiGli ebbe schierati color duci Achille ,

Gravi ed alte parlò queste parole :

Mirmiddni, di voi nullo mi pongaLe minacce in obblio, che, mentre immotiSu le navi la mia ira vi tenne,

Feste aTrojarìi, me accusando tutti,

E dicendo : Implacabile Pelide,

Certo di bile ti nudrio la madre :

Crudel ! chè tieni a lor dispetto inertiNelle navi i tuoi prodi. A Ftia deb! almenoRedir ne lascia su le nostre prore,

Da che nel cor ti cadde una tant ira.

Questi biasmi in accolta a me soventeMormoraste, 0 guerrieri. Or ecco è giuntoDel gran conflitto, che bramaste, il giorno.

Allarmi adunque} e chi cuor forte in pettoSi chiude, a danno deTrojani il móstri.

dicendo, destò dogni guerrieroE la forza e 1 ardir. Strinser più densa