LETTERE
AL CONTE PAOLO EMILIO CAMPI
MODONESE
Ferrara, 25 maggio *776.
Signor Conte. — Fin da quando lessi la Bibli io nonpotei dispensarmi dal concepire per V. S. quella stima, chela nobiltà delle sue poesie inspira a chiunque ama lo spi-rito del bello e del sublime. Questa stessa opinione, cheio porto del suo merito, dovrebbe intimorirmi, e rattenermidall’ assoggettare all’acutezza del suo giudizio una meschinaproduzione del mio scarso ingegno, se il desiderio da leimostrato di averla non desse a me il coraggio di man-dargliela. Se ciò non basta per giustificare la mia ardi-tezza, dovrà però bastare a me il sapere che io non saròmai tanto insolente, quanto ella degnevole e cortese.Oltre tutto questo, V. S. è obbligata a perdonarmi} e saperchè ? Perchè io le apro il campo di esercitare una dellepiù belle virtù morali, che è quella di compatire. Conquesto riflesso si compiaccia adunque di usarmi benignità,mentre io mi do 1’ onore di essere con tutta stima ed os-sequio, etc.
ALLO STESSO