LETTERE
I 3
credeste più ingenuo, e più attaccato a’ miei fratelli.Spero che il tempo potrà convincervi de’miei sentimenti.Per ora vi dico che sono tanto lontano dal fare dellestravaganze e dar motivo alle ciarle, che anzi promettodi sottoscrivermi a qualunque progetto vogliate farmi.Il mio cuore è schietto, e non può ispirarmi la minimadiffidenza sopra di voi. Quando vi scrissi che i vostri fra-telli sarebbero stati ragionevoli, volli dire che io dal cantomio mi sarei regolato a seconda de’ vostri suggerimenti.Mi basta che non vi disgustiate col fratello. Voi sapetele sue circostanze. Io m’interesso per lui, e credo chequesto mio attaccamento per esso debba finir di convin-cervi che a me medesimo poco vi penso, per non dirnulla. Saprete che egli ha avuta la sopravvivenza a Pignocchicoll’ aumento di altri dieci scudi il mese. Saprete ancorache per impegno del mio padrone e della contessa Pa-cheni gli è stato assicurato il posto di Archivista dell’arci-vescovo di Ravenna in Ferrara , con un onorario assairispettabile, per quanto mi è stato detto. Oltre tutto ciò,se la Camera farà P acquisto della Mesola , di cui sta intrattato, vi sarà per lui un altro posto di lucro. Arguiteda questo, che io procuro dal canto mio di aiutarlo. Voipotete farlo ancora più di me, e lo spero \ perchè poi fi-nalmente il fondo del vostro cuore è stato sempre buono.
Spiacemi che vi siate prevalso d’altri che di me per ivostri bisogni in Roma . Almeno aveste provato se io erocapace di servirvi. Quelli che sanno che in Roma avete unfx’atello, che diranno, vedendo che ricorrete a tutt’altri?Se questa cosa non fa disonore a voi, lo fa a me, di cuisi potrebbe sospettare che non godessi dell’ amor vostro.Non mi fate più questo torto. Addio.