LETTERE
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giorno mi capitano. Non voglio stancare il mio benefattore,e renderlo lento quando verrà il bisogno di pregarlo per voi.Vi accludo la lettera che ho ricevuta da Cedri.
Il regalo di Bernis sono stati 5o zecchini con una ri-petizione di altrettanto valore.
Vi raccomando quanto dimandai a D. Cesare nell’ ul-tima mia lettera, e vi raccomando ancora di procedere contutta l’intelligenza del signor Padre, cui vi prego di ab-bracciare insieme colla Madre.
ALLO STESSO
Roma, 3 marzo, (*) alle due della notte.
Parto in questo momento da Roma in compagnia del-l’Aiutante di Bonaparte , Marmont, che mi ha offerto unposto nella sua carrozza, e mi lascia a Firenze . Di làdunque avrete mie lettere \ e circa i miei bisogni mi ri-porto a quanto ho scritto a Costabili, e a D. Cesare. Viabbraccio, e sono nella massima fretta, etc.
ALLO STESSO
Parigi , 8 messidoro, anno Vili. 0
(26 giugno 18004
V’ ho scritto ieri, e vi scrivo anche oggi profittandodella partenza di un amico per Milano , donde spero visarà inoltrata la presente fino a Ferrara . Delle tante let-tere che da tutte le parti vi dirigo, se mai ve ne giungela metà solamente , comprenderete quanto io sia pressalodal bisogno, e quanto necessario un sollecito e largo soc-corso. Di molte migliaia di rifugiati che qui si trovavano,quasi tutti sono partiti perla lor patria, perchè tutti hanno
(*) Manca l’anno; ma debb’essere il 1797* Veggasi la lettera a carte17 di questo volume, e la mia nota ivi. (// Editore.)