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LETTERE
equipaggio non sarà più di trenta persone. Vi scrivo questecose in tutta confidenza. Guardatevi dal leggere neppureun solo periodo di questa lettera ad alcuno. Se avrò tem-po, nel venturo ordinario vi scriverò più precisamente.
Non ho ancora fatto confermare la patente del signorAleotti, ma lo farò quanto prima. Per ottenere la Trattaera necessaria la raccomandazione di qualche altra personaautorevole, come sentirete dal biglietto dell’abate Parisi,che ho accluso a D. Cesare, acciò si possa giustificare conchi gli avea data tale incumbenza. Io non ho voluto par-larne al mio padrone, perchè non è cosa che appartengaa nessuno di casa mia. Se la Tratta avesse dovuto servireper voi , in quei caso mi sarei adoperato efficacemente ,come ho promesso di fare in simili circostanze.
Salutatemi la Cognata, e sono in fretta, etc.
ALLO STESSO
Ilo labbia di non aver ottenuta una cosa da niente, va-le a dire la Tratta. Il Camerlengo è fuori di Roma invisita fino dalla settimana passata. Volevo scrivergli} ma,dico il vero, siccome credo che la mancanza di questaTratta vi debba essere di poco pregiudizio, così non misono voluto impuntare per una frivolezza, nè obbligare ilCamerlengo a concedere per forza, ciò che ha negato pergrazia. Quel che mi preme non è la Tratta, ma bensì ilvostro stabilimento. La vostra situazione mi tocca. Aspettoi necessari documenti per appoggiare la dimanda di so-pravvivenza al Zaffarmi. Ho in animo di consegnarla ioin persona nelle mani del Papa, subito che sarà tornato}e se questo non è impiego che vi quadri, pensate a qual-che altra cosa. Io vi ripeto che stiate di buon animo, per-chè spero e desidero di farvi del bene. In grazia vostraio mi risparmio di prendere mille altri impegni che tutto