LETTERE
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che m’ avete compartiti, che non trovo parole per espri-mervi la compiacenza di essere qual sono veramente ilvostro affezionatissimo amico.
ALLO STESSO
Nel teatro alla Valle fu recitata ieri sera la mia tragedia.Io non v 1 intervenni ; ma, finita la rappresentazione, fuinondata la mia casa di gente, che pareva forsennata pelpiacere. Sta male a me lo scrivere queste cose, ma scrivoad un amico , e v’ assicuro che tutti convengono non es-sersi mai veduto in Roma spettacolo simile , nè simile fu-rore d’ applauso.
Questa sera si replica, e si farà per altre tre sere con-secutive} e si farà fine, se il pubblico non farà inchiesta.
Il tumulto, in cui sono, fa che non vi possa mandare imanoscritti che nell’ ultima mia vi promisi. Ho bisognodi mente quieta, ed ora è impossibile. Vi prego d’amar-mi, mio caro amico, e di amarmi tanto come v’amo io,che mi compiaccio tanto di essere il vostro vero servitoreed amico Vincenzo Monti 5 ma per carità lasciate mecotutti i riguardi, e trattate me com’ io tratto voi.
PS. Prima di sabato parlerò a Monsignore Della Soma-glia. La risposta della signora Marchesa di Matallana nonm’ è venuta.
ALLO STESSO