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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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la spada nel fodero, e mi lascerò tagliar a pezzi piuttostoche trarla senza il vostro permesso.

Si vocifera che presto sarete in Roma . Figuratevi lamia consolazione. Oh, mio Bodoni ! Ho tante cose dadirvi! Leggo spesso la vita del povero Tasso} e non hodi questo altro maggior conforto dopo quello di scriverea voi, verso del quale mi par di nutrire dei sentimentinon più provati, nò conosciuti. Che è questo ? Non lo so.So bene, che non mi stancherò mai di ripetervi che sonoimmutabilmente con inGnita e vera gratitudine, etc.

ALLO STESSO

Roma , 5 maggio 1790.

Sono due mesi che il Conte Pepoli mi fa tormentareper un sonetto in morte di una sua amica, e son duemesi che gli fo costantemente rispondere di non poterloservire. Ultimamente mi ha scritto egli stesso da Parma,e mi dice essere pur vostro desiderio che io gli mandi unavolta questo sonetto. Se così è, egli ha trovata la manieradi farsi ubbidire. Quello che ho negato a lui, essendosano di corpo e di mente, non so, nè posso, nè debbonegarlo a voi in uno stato di salute così rovinato, che focompassione. Sono venti giorni che mi trovo in letto, mai’-tire d’ una Gera Gussione di capo, che mi ha tolto alfattoP udito, e che ancora non ho potuto domare nè con dieta,nè con sanguigne, nè con vessicanti, due de’ quali, nelmomento che scrivo, ho attaccati alle braccia, e un terzoal collo 5 e dubito di doverne mettere un altro al petto persalvarlo dalla tosse, che me l’ha malamente investito. Eccolo stato in cui vi ho ubbidito 5 e P avrei fatto , potendo ,anche coll’ olio santo sullo stomaco. Non ho testa nè forzaper iscrivere più oltre. Comandatemi , eli è n’ avete unsacro ed eterno dii'itto, e permettetemi d’abbracciarvi edi ripetermi immutabilmente vostro vero servitore ed amico.