LETTERE
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ALLO STESSO
Milano , 19 messidoro (8 luglio) 1801.
Profitto del ritorno a Parma del cavaliere Orosio permandarvi due esemplari del secondo canto della Masche-roniana. Quando vi feci la spedizione del primo pel Fer-roni, io stava allora sì male di salute, che non avrei po-tuto neppure segnare il mio nome. Ho passata in sommauna brutta burrasca, e peggiore mia moglie , che vi halasciato quasi la vita. Ora siamo in porto ambedue.
Marescalchi mi ha scritto più volte del suo Bodoni, eogni sua lettera mi porta i saluti del nostro Azara , ilquale, noiato di Parigi , sospira sempre la sua Roma , e gliamici.
Pindemonte è qui, ma per pochi momenti. Mi ha rega-lato un esemplare della bella edizioncina che avete fattodelle sue poesie.
Addio, mio caro incomparabile Bodoni, addio, e ricor-datevi del vostro , etc.
PS. Mille ossequi all’ amabile votra metà.
ALLO STESSO
Vi scrissi già da Piacenza , la vigilia del Corpus Domini }e raccomandai a Cavagnari la lettera, perchè vi venissetosto recapitata. Son partito di là il lunedì mattina senzariceverne risposta , eh’ io speravo accompagnata da unesemplare del Bardo, in quarto x-eale, di cui non ho por-tato meco che alcuni fogli. Qui giunto mi sono recato daBreme} P ho incontrato per le scale al momento di por-tarsi a Consiglio.
Ho preso appuntamento di vederlo la sera in casa delsignor Mejan , Segretario del Vice-Re $ e là sono andato