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LETTERE
Mille saluti ancora al signor Gaetano e a Mazza. Rac-comandatemi alla benevolenza della signora Gliitta, edamate il vostro, eie.
PS. La mia dello scorso ordinario 1’ avrete già ricevuta.
ALLO STESSO
Milano, 3 dicembre 180G.
Panni tempo di rompere il lungo nostro silenzio} ebenché io sappia che in mezzo alle vostre tipografiche oc-cupazioni voi non amate le seccature dell 1 amicizia, speronulladimeno che non avrete per importuna questa mia,accompagnata da un esemplare delle mie Ottave sullaSpada di Federico. Le ho presentate l 1 altra mattina algrazioso nostro Principe (sempre dolente di non aver Bo-doni al suo fianco), ed egli, da cui mi venne il consigliodi dedicarle alla Grande Armata , le ha spedite all 1 Impe-ratore. Non so quale giudizio e voi e P acuta nostra si-gnora Gliitta ne porterete \ ma quanti le hanno vedute ,sono d 1 avviso che, di tutte le mie poesie staccate, questasia la più calda e la più grave. E tale a me pure la facredere P amor paterno. Nondimeno aspetto la vostra sen-tenza,, e quella della ben senziente signora Ghitta.
Per P impazienza che il Principe degnavasi di mostrarne,si è dovuto stamparle in gran fretta, il meglio che si èpotuto. Ma tuttoché per un buon numero di copie siasiadoperata la buona carta velina dell’Andreoli di Brescia ,la mancanza del cilindro ha fatto che P impressione nonfa nessuna figura. Aggiungete il nessun gusto tipograficodei nostri stampatori, e compatite la poca grazia dell 1 c-dizione.
Dopo tre mesi di lazzaretto, so che finalmente vi è statamandata la bella tabacchiera del Principe. Dico tre mesidi lazzaretto, perché da tre mesi monsieur Mejan la teneva