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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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le ho già detto, c per servirla non attendo che i suoi co-mandi.

La signora duchessa mia padrona vuole ch’io le ricordila promessa fattale ai Bagni di Lucca ; la promessa, cioè,d’una canzonetta o di altra poesia per celebrare la nascitadel figlio, che ora le va allargando la pancia, e che maschiosi spera per compimento di fortuna. La medesima si vatuttavia lusingando di rivederla in Roma , come le fu fattosperare} e il signor duca, ed io pure viviamo nella mede-sima aspettazione. Non defraudi dunque tante buone spe-ranze, e onori spesso de’ suoi comandi il suo, ctc.

ALLO STESSO

Roma , io ottobre 1787.

Amico carissimo. — Il signor duca di Nemi ha vedutaoriginalmente la vostra lettera. Sul primo articolo egli èpieno di riconoscenza pel Senato bolognese^ e sul secondo,d’amicizia e di stima per voi. Ma la sua amicizia nonbasterà per 1’ effetto che voi bramate, se non si combinacolle intenzioni di Sua Santità , la quale ha un altro capoed altri pensieri. Sua Eccellenza per altro non gli taceràil suo desiderio sulla vostra persona. La vostra carissimal’ho ricevuta nel momento che la signora duchessa m’in-caricava di darvi la nuova del suo parto felice, che 1’ hafatta madre d’ un bellissimo maschio. Mano dunque allacetra. Io non ho ancora cominciato a toccar la mia, per-chè Melpomene mi tenne imbarazzato. Mi converrà peraltro far tregua con essa, e baderò un poco alle ispira-zioni di Euterpe , a cui temo pur molto di esser cadutoin ira per la non curanza con cui la tratto da moltotempo. Istruitemi, se non v’ increscc, dei vostri pensieri.Uno de’ miei sarebbe di far un viaggio in Grecia , ed ivicogliere qualche fiore da gittarc sulla cuna del nato fanciullo.Ma non vorrei andarvi solo, e mi sarebbe più caro di farvi