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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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compagnia, qualunque sia la risoluzione che voi prenderete.

Il signor Duca e la signora Duchessa vi salutano in modoparticolare, ed io poi sono senza riserva il vostro , ctc.

ALLO STESSO

.... 1788.

Amico carissimo. — Su due piedi non posso, nò so idearun piano che possa convenire per tre o quattro componi-menti. Ci penserò, e nel venturo ordinario vi comunicheròil mio pensamento. Mi riputerò poi molto onorato , se ilsignor Senatore Marescalchi vorrà esser terzo di compagnia,e primo sicuramente in quanto alla mia persona. Bisognandoun quarto, amerei per compagno o il Cerretti di Modena ,o il Tlossi di Torino , di cui ho letta qualche cosa che lodistingue. In Roma non conosco poeta che meriti d’avercompagno Savioli, cominciando da me, che non verrò am-messo a questo convito poetico, fuorché per vostra solatolleranza e gentilezza.

E il signor Duca e la signora Duchessa vi ringraziano ,e vi salutano e son vostri veri amici.

Non sussiste 1’ offerta, che vi è stata supposta, del Qua-ranta Caprara. È bensì verisimile tutto il maneggio chemi scrivete. Ma intanto la lettera del Senato non si èancora veduta.

Anche a voi saran note le vicende di certo mio sonettosopra S. Niccola (*). Non si sono mai scritte tante satire perun Conclave, quante sopra i miei quattordici versi. Songià due mesi, che la città è tutta a rumore ^ e le vespem hanno poi tanto stuzzicato, che finalmente m’ è scap-pata la pazienza, e in grazia d’ alcuni ingrati, che hanvoluto mordermi, ho riveduto il pelo al resto de’mieicensoi’i. I versi dunque, che la mia bile ha gettati, son

(*) Questo sonetto può vedersi a carte i3 del tomo I.° della presentecollezione. (£ J Editore.)

Momtl Epistolario. 5