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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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Amabili giuochi, invece «li giuochi direi scherzi, e sarebbeappunto quello che disse Orazio , quidquid olita lusit Ana-creon. Alcuni degl 1 Italiani^ mi piacerebbe più senza lar-ticolo, e più ancora alcuni ingegni italiani. Sbalordirsi,sicuramente è meglio sbalordire.

Ecco tutte le glandi mutazioni che vi propongo. Voicerto riderete^ ma in uno scritto così castigato, così ener-gico , così pieno di colore e di vita come il vostro, non sipossono notare che dei sospetti di vizio. Ma anche conquesti il vostro stile niente perde della sua maschia gran-dezza, tanto più maschia, quanto che ogni parola è gravidadi sentimento. L esito farà conoscere che non mingannonel mio giudizio che consuona con quello dei più sensati.Aspetto con impazienza il secondo ed il terzo articolo, esono con tutta lanima. Eie.

ALLO STESSO

23 ottobre.

Caro amico.Il secondo articolo delle vostre Osservazioniè un capo dopera. Io ne sono incantato dopo la quarta ela decima lettura, e non v è prosa che in soggetto di criticami abbia mai fatta una gagliarda e dolce impressione.Chiunque abbia fior di senno argomenterà dal vostro scrittoche voi sarete un giorno il massimo dei critici e per sicu-rezza di giudizio eper profondità di sentimento e per evidenzae precisione di stile e per tutte quelle prerogative che distin-guono lo scrittore pedante dallo scrittore eloquente e fi-losofo. Se considero poi che nel farvi artefice della vostragloria, lo divenite ancor della mia , io ne provo una com-piacenza che mi mena al delirio, per cui arrivo quasi apersuadermi che 1 amicizia non abbia alcuna influenza inciò che scrivete. Se il mio amor proprio si esalta un potroppo, Dio velo perdoni, coniio vi perdono di esservisollevato tanto nello scrivere, cosa che mi farebbe morirdinvidia, se non foste mio amico.