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T.F.TTERF
chio, a cui dimando perdono se mai vi fosse qualche amicodel soggetto che ho leggiermente toccato nel fine del terzofoglio. E dico leggiermente a proporzione dei recenti edantichi motivi. La mia massima è stata sempre questa :non toccar nessuno, se non vieni toccato} ma se devi tirarfuori la spadà, brucia il fodero. La pazienza letteraria nonè fatta che pc’poltroni, e questa non è mai stata la miavirtù.
La supplico, veneratissima signora, di credere che nonv’ è al mondo chi mi eguagli nella stima e nel rispetto concui mi rassegno, etc.
A TERESA BANDETTINI LANDUCCI *(amarilli etrusca)
Incomparabile e cara Amarilli. — Siete stata obbedita.Lè vostre carte sono passate nelle mani di monsignor Cesa-rei, a cui ho fatto intendere, che nessun indizio delle me-desime si è potuto trovare nei registri delie nostre santeSegreterie e Computisterie. Non vi fo le mie scuse sul miolungo silenzio per non obbligar voi a far meco altrettantoper avermi addossata un’ incumbenza da curiale, e daspedizioniere. Potevate far peggio se m’ aveste ordinato diportar la soma, e mangiar fieno e gramigna ?
Da una lettera di Bettinelli al signor Franceschinis in-tendo che voi riceverete in Mantova la corona poetica permano di Virgilio. Abbiamo dimandato chi sarà questoVirgilio, e tutti abbiamo concluso che Diodoro Delfico parla
(*) L’indicazione dell’anno 1798, che trovasi nella copia di questalettera inviatami da Roma , debb J essere certamente sbagliata. Monti nel'798 viveva in Milano ; c non era più ai servizi del Duca Braschi , maseguiva il nuovo ordine delle cose pubbliche formatosi in Italia . Incli-nerei piuttosto a credere che la lettera sia del 1796. (L’Editore.)