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LETTERE
ALLO STESSO
Parigi , 3o termidoro anno Vili,(18 agosto 1800.)
Caro Bcrnariloni. — Due righe e non più perchè l’or-ribile calore, che incendia tutto Parigi, mi toglie affatto leforze per iscrivere molte parole.
Sono tuttavia irresoluto su la mia partenza. Ma sonoimpaziente di partire, e ciò ti basti. Forse farò carovanacon Grancini e Valentini. Amerei che tu scrivessi subitoal primo, e lo pregassi di darmi qualche assistenza nel casoche mi mancasse denaro. Poco e forse niente mi potrà bi-sognare} ma non I10 coraggio di essergli molesto con unadimanda di tal natura, sebbene l’effusione di cuore, concui mi tratta, me ne dia l’adito. Avvertilo che sarò prontoe fedele restitutore.
A te poi fo la preghiera di trovarmi una casa da starbene e spender meno che sia possibile. Fissato il giornodella partenza, te ne darò avviso.
Sono occupato in una seconda Bassvilliana. La morte diMascheroni, a cui unisco quella di Parini , Verri e Spal-lanzani, me ne ha dato il soggetto. Molti ne rimarrannoscottati} ma è giunto il tempo d’una onorata vendetta: eper dio ! me la voglio prendere per istruzione della miapatria, lacerata da tanti birbanti. Il Gracco sarà uno zuc-chero in paragone} e già sono al fine del secondo Canto,con intenzione di non finir così presto. Addio mille volte.Teresina li abbraccia castamente, e ambedue ti amiamoalla follia, ctc.