LETTERE
101
ALLO STESSO
Parigi , 4 vendemmiale anno IX.
(26 settemliro 1800).
Caro amico. — Abbraccia mia moglie che ti darà lapresente. Abbraccerai me pure fra pochi giorni. Ma intantoabbi tu cura di Teresina, e soccorrila ove n’ abbia bisognosinché abbia riscosso costà alcuni suoi crediti e ricevutodanaro da casa mia. Io la confido insomma alla tua ami-cizia, e sto tranquillo.
Ho dato mano alle correzioni del Cajo Gracco, e al mioarrivo tutto sarà pronto per parte mia. Potresti tu disporreintanto ciò che occorre per l’esecuzione , se non altro loscenario. Mi preme che il Foro sia ben dipinto, e le sta-tue, che debbono coronarlo, ben marcate e distinte, spe-cialmente quella di Sempronio Gracco che occuperà late-ralmente il davanti. Per rendere compiuto lo spettacolo,non so se avremo figuranti abbastanza, perché tra senatori,littori, tribuni, popolo e soldati cretensi bisogneranno perlo meno quaranta o cinquanta persone. Più saranno, piùlo spettacolo farà colpo. Ma di questo a suo tempo. Lamaggior difficoltà sarà trovare un Opimio ed un Gracco.
Non voglio tacerti che ieri finalmente mi sono indottoa leggere la mia tragedia ad una compagnia di scelti udi-tori. Tutti ne hanno giudicato come il mio Bernardoni, an-che quelli che avevano desiderio di trovarla cattiva. Mi èforza dunque persuadermi che vi sia del buono e non poco.Perdonami questa vanità, e sta sano. Etc.