IO
LETTERE
rimproveri, almeno presso gli amici del vero e del nomeitaliano . Tuttavolta scrivimi qualche cosa.
Mi dimenticava di dire che non intendo il valore di quelvocabolo tecnico interrompimento. Nè saprei nè pur daresu due piedi l’idea precisa del ballo che si può scegliere.Dirò solo che qualunque si scelga de’ molti bei fatti dellavita di Teseo , crederei che dovesse aver luogo la danzache porta il suo nome , e che ha dominato per tanti se-coli sulle scene, e della quale si può vedere la minutadescrizione nelle note del Cesarotti al Canto decimo ottavodell’Iliade . Ma s’io debbo occuparmi ancora di tutto ilballo, la Cantata finirà male. Io non ho spalle per tanti
P esl - . .
Quanto al vestiario, il soggetto lo dice. E necessario il
dire però che nella seconda parte v’ ha un Coro di fan-ciulle e di giovini Trezenesi, i quali e le quali, mutato ilcolore del manto, saranno gli stessi che agiscono nellaprima parte in qualità di Coro Ateniese.
ALLO STESSO
Mio caro amico. — Farei villania se non ti ringraziassidelle mille attenzioni che mi ha usate a tuo riguardo ilnostro Ortali in Mantova . Intenderai da esso come hopassato in vera letizia i brevi momenti che cola mi sonotrattenuto.
Ti scrivo dalla camera di Martinetti. Si è parlato diGiusti, e non v’ è anima sensata in Bologna che non locondanni, e noi gravi meritamente di brutti titoli. Ricordaal nostro Paradisi la lettera che egli deve scrivere perordine del Principe a questo tristo buffone , e pregalo difarla a capello. Raccomandami alla sua amicizia, e salu-talo caramente con Lamberti e De Rossi. Abbraccia an-che il mio Torti. Se mi scrivi, dirigi le lettere al mio