LETTERE
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ALLO STESSO
(*) Mio caro amico. — Ho ricevuto l’articolo di Foscolo .Le aggiunte, eh’ egli vi ha fatte, lo rendono un capo d’ o-pera^ nò v’hanno parole che pareggino una sì solennevillania e pazzia.
Non parliamo di questo , ma del contento che mi faiprovare chiamandoti soddisfatto della mia traduzione. Iltuo voto unito a quello di Lamberti e di tutti gli amiciche finora non parmi che abbiano che una voce sola, mifa sperare che con una seconda edizione potrò agevol-mente purgare il mio lavoro da ogni grave difetto, perquanto le mie forze e l’umana natura il comporterà.Quindi torno più che mai a pregarti di notare tutto quelloche ti può dispiacere, o parerti suscettibile di miglior ele-ganza. Basta che il complesso non sia cattivo.
Ho avuta occasione di frequentare questo Liceo e in-terrogare l’opinione pubblica sull’educazione degli allievi,e sulle qualità del Provveditore, e oggi pure ci siamostati con Rosaspina e Giordani. Il bene, che debbo dirteneper ogni verso, è tale, che noi potrei chiudere in una let-tera. Mi riserbo dunque a parlartene in voce, e ti convin-cerò che in tutto il regno non può darsi Collegio più benregolato ed amministrato , e dove chi regge sia più ado-rato dai Convittori, molli de’ quali somministreranno allapatria eccellenti cittadini in ogni genere di sapere, e piùnelle armi, ch’ossi già maneggiano quanto la miglior trup-pa di linea. — In somma tutto è prodigio di educazione.Un certo Bisesti di Verona (odi bricconeria!) ha pubbli-