LETTERE
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ALLO STESSO *
Carissimo nipote. — Ov’ io mi risolva nel mio ritornoa Milano di dare una scorsa fino a Ferrara , del certo nonaccetterò altro ospizio, che il vostro, sicuro di trovarepresso di voi quell’amore di cui io stesso ho dato a voi e aivostri fratelli e a tutta in fine la vostra casa 1’ esempio. Matemo di non poter dilungarmi tanto dalla mia strada. Echi sa se mi verrà dato di avanzarmi pure a Fusignano ,ove Giuseppino e i miei affari medesimi vorrebbero ch’iomi portassi? Quindi credo che, se voi e Giuseppino amatedi darmi il contento di abbracciarvi, metterà più conto atutti che il nostro incontro accada in Bologna , ove fo pen-siero di fermarmi qualche giorno , così avendo promessoal Cardinal Lante e agli amici. Comunque sia, io vi rin-grazio assai dell’ affettuoso invito che mi fate} e direte avostra moglie, salutandola caramente, che se ella desideradi conoscermi di persona, io pure verso di lei porto lastessa brama.
La Costanza e Giulio vi ricambiano de’ più cordiali sa-luti j e sarà loro assai cara la visita che promettete. Statesano, ed amate il vostro, etc.
ALLO STESSO
Milano, 17 ottobre i8si.
Carissimo nipote. — Li due busti in gesso sono già invia, e 1’ acclusa è la bolletta di riscossione.
Giuseppino mi avvisa di aver consegnato a Giulio incontanti scudi cento da rimettersi a me per cambiale. Fateeh’ egli non me la ritardi. Partirò con Perticari alla finedel mese. Faremo il giro degli Stati Veneti per Brescia ,